Collegamento della zona industriale di Lavis con l’Autostrada del Brennero e l’Interporto Doganale

“Da quando utilizziamo ProSt il nostro lavoro è diventato più veloce, il sistema dinamico integrato ci permette di modificare ed aggiornare tutto il progetto molto rapidamente”.

Claudio D'Agostino
e Maurizio Milanese

Infrastructures Design
Ata Group S.p.a.

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Collegamento della zona industriale di Lavis con l’Autostrada del Brennero e l’Interporto Doganale

Progettazione ed esecuzione del collegamento della zona industriale di Lavis con l’autostrada del Brennero e l’interporto doganale di Trento III intervento

I Protagonisti

Ata Group è una società operante nel settore dell’ingegneria organizzata. La sua offerta di servizi di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica è indirizzata alla progettazione per la produzione industriale, l’edilizia civile, la mobilità, la sostenibilità ambientale, il management territoriale e la generazione e distribuzione di energia. ATA è un acronimo che deriva dalle iniziali delle tre parole “Analisi, Territorio, Ambiente”. Ciò vuol intendere l’attenzione che la società ha da sempre posto al contesto socio-economico e ambientale in cui si situano le realizzazioni che progetta. Ata Group risulta dalla fusione avvenuta nel 2007 di tre società di ingegneria, a loro volta esito dell’evoluzione di alcuni studi professionali attivi da tempo nella provincia di Trento. In conseguenza di questo consolidamento, la società ha ereditato una competenza e una reputazione trentennali, e ha raggiunto così il dimensionamento tipico di una media impresa.

Il Progetto

L’area tra Trento e Mezzolombardo-Mezzocorona e S. Michele all’Adige, è una zona a sviluppo economico elevato; presenta un sistema residenziale diffuso e un importante sistema produttivo. L’area è penalizzata da una rete infrastrutturale insufficiente a garantire condizioni adeguate di trasporto. I flussi veicolari provenienti e diretti dalle/alle valli vicine, comportano sovraccarichi sulla S.S.12 del Brennero specialmente nel tratto Trento-Lavis obbligando parte del traffico ad utilizzare l’autostrada del Brennero per il collegamento nord-sud e sud-nord. La provincia di Trento, quindi, ha introdotto tra i propri interventi la connessione diretta tra il casello di Trento nord dell’ A22 e la S.S. della valle di Non attraverso i due collegamenti con la circonvallazione di Mezzolombardo in galleria e la connessione alla zona est dello stesso comune. Tale collegamento prevede a nord dell’abitato di Lavis, una connessione con la S.S.12 finalizzata a drenare il traffico proveniente dalla valle di Cembra. L’asse costituisce verso nord la prosecuzione della S.P.90, destra Adige, ottenendo tre assi veicolari di attraversamento quali l’autostrada, la S.S.12 del Brennero ed il nuovo collegamento oggetto della progettazione.

Difficoltà tecniche

In fase progettuale si è dovuto tenere conto di molte esigenze. L’installazione del ponte deve avvenire producendo la minima interferenza possibile con il traffico autostradale; per questo l’assemblaggio dei due conci costituenti la travata del ponte avviene per rotazione, in orario notturno; la scelta di varo a rotazione ha comportato l’adozione di una struttura di ridotto peso, quale è quella metallica. L’impatto ambientale dev’essere ridotto, in special modo per il ponte di scavalcamento all’autostrada; la scelta di una soluzione a travata inferiore in acciaio verniciato, snella, con sezione scatolare chiusa ad altezza variabile e pareti laterali inclinate, ha permesso di contenere al massimo gli ingombri e le superfici laterali avvertibili. L’opera deve armonizzarsi con il paesaggio esistente, perciò è stato adottato l’acciaio verniciato per l’opera principale per esaltarne la snellezza; le barriere antiabbagliamento e contro la caduta degli oggett i sono realizzate con reti in acciaio inossidabile di trama diversa fra la parte bassa e alta che offrono un disegno apprezzabile all’occhio ma sobrio perché trasparente e di ridotto impatto visivo. Inoltre, si è analizzata la fattibilità del viadotto sull’Avisio attraverso uno studio idraulico che accerti le problematiche inerenti l’interferenza con il torrente stesso, tenendo conto anche dell’interazione con il limitrofo Fiume Adige. Il progetto deve assicurare elevati livelli di sicurezza con adeguate caratteristiche plano altimetriche del tracciato, distanze di visibilità, corsie di accelerazione e decelerazione, barriere di sicurezza, asfalto drenante, etc. Poiché l’opera interessa il Sito di Interesse Comunitario “Foci dell’Avisio” si è provveduto alla Valutazione di Incidenza secondo cui è stato chiarito come l’opera sia necessaria per le rilevanti implicazioni sulla salute umana e la sicurezza pubblica. È quindi stato aggiornato il progetto con le Misure di Compensazione e di mitigazione individuate nella sopraccitata valutazione; queste, in estrema sintesi, sono la creazione di una nuova area a Foresta Alluvionale in alveo all’Avisio, la modulazione del terreno in corrispondenza dell’opera di attraversamento e la creazione di una Zona Umida nella zona golenale del Fiume Adige poco a nord del lotto in questione.

Alcuni numeri del progetto


  • Lunghezza complessiva: 2.973,18 m
  • In rilevato: 2.015,18 m (67,8%)
  • In viadotto: 958,00 m (32,2%)

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Alcune immagini dell'opera

Il ponte sull'autostrada

Il ponte sull'autostrada

Fotosimulazione della rotatoria

Fotosimulazione della rotatoria

Alcuni prospetti del ponte

Alcuni prospetti del ponte

Foto aerea della zona

Foto aerea della zona

Mappa del progetto

Mappa del progetto

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