Zubair oil field development project - parte 2

“Come sempre operare con ProSt è stato semplice e veloce. Tutte le sere ogni canneggiatore stampava la produzione giornaliera già con la grafica perché codificata precedentemente e appropriata nella tipologia della prestazione. Ci pensa il programma ad unire linee, spessori, inserire blocchi, creare curve di livello da vincoli; pronti successivamente per progettare e posizionare un tracciato stradale o restituire una sezione trasversale, un profilo longitudinale, una sistemazione idraulica, un veloce calcolo di aree e volumi per sbancamento o riempimento con il vantaggio fondamentale che, dopo aver rilevato la produzione giornaliera di circa 900 - 1000 punti, verifichi se hai rilevato l’area con cura o se hai tralasciato qualcosa, nel caso sai dove intervenire subito, perché dopo una campagna di 100.000, 150.000 punti rilevati ritornare nel luogo della svista non va bene per l’ organizzazione di squadra e i soprattutto per i costi. Deve essere tutto perfetto per il calcolo e la restituzione degli elaborati. Ecco ProSt è anche questo: un compagno inseparabile, unico e straordinario”.

Geom. Attilio Brotto
2a Service

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Zubair oil field development project - parte 2

Rilievo topografico finalizzato allo sviluppo del progetto "Gigante Zubair", giacimento petrolifero situato nella zona a Sud dell'Iraq.

I Protagonisti

Lo Studio Tecnico Topografico 2a è protagonista a livello nazionale e internazionale in topografia, cartografia, progettazioni, infrastrutture e data base.
Il Gruppo 2a fornisce servizi e consulenze nel rilevamento con particolare riguardo alle loro applicazioni nei settori di ingegneria civile, idraulica e ambientale.
Vasta è la gamma specialistica di cui ci si occupa: dal rilievo al dimensionamento, dalle bonifiche alle dighe, dai ponti alle autostrade, dalle sistemazioni idrauliche ai metanodotti, dagli acquedotti alla ricerca di idrocarburi, dal teleriscaldamento ai sottoservizi.
Dallo stadio Olimpico di Atene allo stadio del calcio di Johannesburg passando per Libia, Egitto, Somalia, Guinea, Benin, Congo, Nigeria, Qatar, Arabia Saudita, Iraq, Pakistan, Russia. Questo è il percorso di maturità e crescita professionale di 2a Service con acquisizione di competenze dal 1979 anno in cui è nata la società per rispondere alle esigenze del mercato interno ed estero.
Nel 1986 nasce la 2a Service per rispondere a nuove richieste di topografia applicata, consulenze e progettazioni civili ed industriali. La sede si trova ad Oderzo (Treviso) in via Pomponio Amalteo, 3.
Lungo il percorso dell'attività 2a Service è passata dal logaritmo al satellite con la graduale e costante acquisizione di strumentazioni (Trimble), tecnologie (Sviluppo e Ricerca), software di ultima generazione (SierraSoft). Queste sinergie rappresentano per lo Studio 2a il valore aggiunto che vogliono e devono dare ai propri clienti per tagliare tempi e costi di produzione. Il prodotto finale deve essere sempre in evoluzione e miglioramento per rispondere alle tematiche odierne che cambiano o si modificano in corso d’ opera.
Il personale segue metodiche formative e specialistiche per risolvere qualsiasi situazione e condizione in Italia o all’ estero. La frase "Siamo gli artefici del primo e ultimo miglio, risolvendo qualsiasi problema topografico" rappresenta il valore aggiunto di 2a Service.

Il Progetto

PREMESSA
L’accordo preliminare per Zubair era stato siglato ai primi di novembre 2009, dopo che il consorzio di cui l’ENI è capofila aveva accettato le condizioni del governo di Baghdad riguardo al compenso: 2 dollari per ogni barile di greggio prodotto al di sopra di un plateau stabilito - condizioni che inizialmente aveva rifiutato, nel primo round di gare d’appalto, tenutosi il 30 giugno 2009.

Il consorzio, guidato da Eni (32,81%), con Oxy (23,44%), KOGAS (18,75%) e Missan Oil Company (25%) come partner, prevede di aumentare la produzione del giacimento di Zubair a 1,2 milioni di barili di olio al giorno, un incremento di oltre 1 milione di barili rispetto alla produzione attuale. L'obiettivo di produzione sarà raggiunto in maniera progressiva nell'arco dei prossimi 6 anni e successivamente mantenuto per ulteriori 7 anni.

Oggi Eni, Occidental Petroleum Corporation (Oxy) e Korea Gas Corporation (KOGAS) formano con le compagnie di Stato irachene South Oil Company (SOC) e Missan Oil Company il gruppo per lo sviluppo del giacimento Zubair. Lo sviluppo del giacimento fornirà opportunità di formazione e impiego per molte migliaia di lavoratori iracheni e rappresenterà uno stimolo importante per l'economia nazionale. La società consortile Zubair Field Operating Division gestirà il progetto di riammodernamento ed espansione del giacimento avvalendosi principalmente di personale della South Oil Company. Il supporto qualificato del consorzio consentirà di sviluppare progressivamente un'organizzazione autosufficiente.

Zubair ha una consistenza stimata in 4 miliardi di barili. Sicuramente Al Zubair rappresenterà una quota di peso nella produzione di Eni a fronte di un investimento di 10 miliardi di euro nei prossimi sette anni. Nel 2008 la società italiana ha infatti prodotto 1,79 milioni di barili di olio equivalente al giorno (questa produzione comprende il gas) e quindi la quota del 40% degli 1,12 milioni di barili di petrolio di produzione al picco previsti tra sette anni sarà più che rilevante nel complesso. Questo senza considerare che l'Iraq è una terra praticamente inesplorata, nonostante le sue riserve, secondo alcuni modelli, possano forse fargli scavalcare anche l'Arabia Saudita. Ci sono, per chiarire, circa 1.600 pozzi perforati contro i 521 mila esplorati negli Stati Uniti e il Paese non ha mai prodotto in linea con le sue potenzialità nella sua storia. Ora qualcosa si sta muovendo, e rapidamente, con il ritorno delle grandi compagnie sul territorio. La guerra ha, infatti, segnato uno stacco deciso e, in qualche senso, l'Eni l'ha persa (insieme alle grandi colleghe dell'oil) in quanto le sue trattative, che riguardavano prima del conflitto proprio i giacimenti di Nassirija, sono state cancellate e sono ripartite da zero in questi mesi approdando a sorpresa ad Al Zubair.
Si tratta, forse, soltanto di un inizio in un territorio conteso da tutti, compresi la Cina e Giappone (oltre ai "classici" occidentali). Sicuramente questo primo nuovo passo in Iraq porterà le quote mediorientali ben più vicino e forse oltre quelle del Nord Africa che ancora pesa per il 40% della produzione di idrocarburi di Eni.

L’ area di competenza ENI abbraccia un’area, come suddetto, molto vasta con a Nord la città di Alshafi ad Est Bassora e Abu Al Khasib a Sud Golfo Persico e Kuwait ed a Ovest il deserto di Safwan. La storia dell’ENI in Iraq dura da quasi ottant'anni: da quando, nel 1932, l'Agip acquistò il 27,9% delle quote della British Oil Development che effettuava ricerche nelle concessioni poste alla destra del fiume Tigri con la sua società operatrice, la Mosul Oil Fields. Nel 1936 la quota di partecipazione Agip nella British Oil Development fu venduta per finanziare l'avventura coloniale in Etiopia. Agip ritornò in Iraq negli anni 1967-68 con la firma di un Technical Cooperation Agreement per studi esplorativi e di sviluppo di Rumaila, il maggiore dei giacimenti petroliferi iracheni. Alla fine degli anni '70 venne firmato un contratto di assistenza tecnica fra l’INOC (la compagnia petrolifera di Stato irachena) e Agip per lo sviluppo e la messa in produzione del giacimento di Halfaya, nel sud dell’Iraq, della durata complessiva di 10 anni. Progetto che l’ENI realizzò solo parzialmente a causa dello scoppio della guerra Iran-Iraq.

DATI PROGETTO
Il piano di sviluppo del giacimento si svolgerà in due fasi:

  1. il piano di riabilitazione, che permetterà di migliorare il tasso di produzione esistente per acquisire piena conoscenza del campo petrolifero.
  2. il piano di riqualificazione, che aumenterà la produzione con i servizi di manutenzione la costruzione di sei Stazioni DGS.

Il progetto prevede la perforazione di oltre 200 pozzi ad olio, la costruzione delle facilities di trattamento e della necessaria rete di raccolta, nonché il riammodernamento degli impianti esistenti. Nell'ottica di aggiornamento ENI ha ritenuto indispensabile eseguire delle campagne di rilievo per poter avere aggiornata la reale situazione degli impianti stessi dopo la fine della guerra irachena.
Le attività di rilievo sono state eseguite sugli impianti di:

  • Zubair
  • Zubair Mishrif
  • Hammar
  • Hammar Mishrif
  • Rafidya
  • Safwan

ENI ZFOD Logistic and Residential base Al Zubair – Iraq
Progettazione di livello basic e detailed della base residenziale e logistica ZFOD di Al Zubair in Iraq. Il progetto è stato sviluppato con lo scopo di conseguire un’ elevata autonomia energetica, di soddisfare elevati standard di sicurezza (a causa della minaccia di attacchi provenienti dall’esterno) e di soddisfare i requisiti di modularità degli impianti, così da permetterne una facile manutenzione.
Il progetto è suddiviso in due aree:

  • Logistic base (contenente fabbricati di tipo industriale), che è costituita di 24 edifici (fra cui laboratori, magazzini, guard house, guest house, substations) per totali oltre 27.000 m2.
  • Residential base (un centro indipendente ed autonomo per il personale della base), costituita da 29 edifici (fra cui edificio uffici, clinica medica, residenze, club house, palestra, moschea, edifici per ospiti, centrali) per totali oltre 91.000 m2.

TOPOGRAFIA
Le prestazioni topografiche consistevano nel rilevare in dettaglio i campi dei contractors, l’ampliamento delle stazioni DGS, la nuova area del camp/office e la futura viabilità.
Il rilievo particolareggiato è iniziato al camp 3 su una superficie di 1350 ha. dove prima della guerra risiedevano delle aziende agricole che visti i ruderi dovevano essere molto funzionali, attualmente però rimanevano solo sabbia e macerie.
Adiacente alla dorsale che collega il Nord del paese con il Kuwait (road N.8) e adiacente al campo suddetto, si trova una serie di otto oleodotti che confluiscono a Zubair DGS.
Il rilievo puntuale si è svolto, inoltre, nelle new flare area di Zubair DGS e Zubair – Mishrif DGS.
A Nord del camp 3 di Zubair il camp 2 Zubair Mishrif di 1.100 ha. e ancora più a Nord il camp 1 Hammar di 1.100 ha.
Proseguendo a Sud di Zubair, prima incontriamo il camp 4 Rafidya di 500 ha. e proseguendo sempre a Sud il camp 5 Safwan di 10 ha.
La topografia era importante per il posizionamento generale, per la codifica, per i riferimenti e la restituzione dei luoghi.

  • Esecuzione del rilevamento in modalità fast static della poligonale e riferimenti.
  • Rilevamento in RTK (cinematico in tempo reale) del dettaglio.

ESECUZIONE
Abbiamo operato con il supporto della rete di stazioni permanenti GNSS vista la natura dell’attività, la vastità della superficie, il percorso e la precisione richiesta.
I siti CORS si trovano in queste sei città irachene: IZBD (Baghdad), IZBA (Bassora), IZTL (Talil), IZBL (Balad), IZQW (Qayyarah), Izad (Al Asad).
Il sistema di riferimento è il Geospatial iracheno (IGR).
I siti CORS sono composti da un ricevitore GPS che ha un'antenna montata permanentemente e i dati di posizione e temporali vengono registrati 24 ore al giorno, sette giorni su sette; i pannelli solari e le batterie di grandi dimensioni alimentano le stazioni e garantiscono che ai ricevitori non manchi mai energia. I dati raccolti in ogni stazione vengono inviati a NGS per l'analisi e la pubblicazione, trasferiti anche a una rete globale di stazioni di riferimento.
Attualmente, tutti e sei i siti CORS iracheni sono pienamente operativi, e sono tra le stazioni più stabili. Il sistema è stato attivato dalle forze della coalizione dopo la guerra con Saddam Hussein per la ricostruzione di strade, ponti, condutture, e altre infrastrutture.
Per affrontare questa sfida, il Geodetic Survey nazionale (NGS), un ufficio di Servizio Nazionale Ocean del NOAA, ha collaborato con l'esercito degli Stati Uniti per la costruzione del sistema di riferimento Geospatial iracheno.
Unica difficoltà la logistica, che ci vedeva sempre dipendenti dalla scorta armata durante il giorno, dai posti di blocco che aumentavano a seconda degli attentati durante gli spostamenti e dalle interminabili code con i militari americani che, pur ormai conoscendoci,
ci dovevano sempre leggere l’iride per uscire ed entrare all’aeroporto di Bassora dove si trovava il nostro campo.

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Alcune immagini dell'opera

Progetto Contractors campo 3

Progetto Contractors campo 3

Safwan Cippo kilometrico 94 confine Iraq Kuwait e pozzi ex Iraq

Safwan Cippo kilometrico 94
confine Iraq Kuwait e pozzi ex Iraq

Campo 3 pozzo d'acqua

Campo 3 pozzo d'acqua

Ampliamento Flare area Hammar DGS

Ampliamento Flare
area Hammar DGS

Oleodotti in arrivo a Zubair

Oleodotti in arrivo a Zubair

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